Noi usiamo da tempo con successo le onde d’urto focali ( shockwave therapy ) o ESWT come rimedio efficace nella cura del morbo di Ledderhose.

La fibromatosi plantare conosciuta anche come malattia o morbo di Ledderhose è un ispessimento non maligno relativamente raro del tessuto connettivo profondo della pianta dei piedi.
Infatti rappresenta una sfida clinica di notevole complessità nell’ambito della medicina del piede e della riabilitazione.
Sebbene non presenti una natura neoplastica maligna, la sua evoluzione può determinare un impatto severo sulla biomeccanica della deambulazione, sulla postura e, in ultima analisi, sulla qualità della vita del paziente.
Perché viene la fibromatosi plantare ?
La patogenesi della malattia di Ledderhose si articola attraverso una disfunzione dei processi riparativi della fascia plantare, dove si osserva un’eccessiva proliferazione di fibroblasti.
Queste cellule, deputate alla sintesi dei componenti della matrice extracellulare, iniziano a produrre collagene in modo disordinato e iperplastico, portando alla formazione di noduli densi e cordoni fibrosi.
La fascia plantare, una struttura densa che collega il tubercolo calcaneare alle basi delle falangi prossimali e che gioca un ruolo cruciale per la stabilità dell’arco longitudinale del piede, perde progressivamente la sua elasticità fisiologica.
Per questo nelle fasi iniziali può essere utile usare plantari e scarpe idonei anche se non propriamente ortopediche.
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I sintomi del Ledderhose
All’inizio si formano dei noduli asintomatici alla pianta del piede che poi cominciano ad essere dolorosi e rendono difficile indossare le scarpe, camminare e correre.
Anche l’aspetto estetico del piede nei casi più avanzati ne può essere compromesso.
Colpisce prevalentemente uomini ma non solo, nell’età adulta.
Questi noduli possono essere singoli o multipli, e sebbene inizialmente non siano dolenti, la loro crescita può determinare una compressione dei nervi locali o una tensione eccessiva della fascia, provocando dolore acuto o sordo, specialmente dopo periodi prolungati in stazione eretta o dopo lunghe camminate.
Con la progressione della malattia, la fascia plantare può diventare rigida, limitando la flessibilità del piede e rendendo difficoltosa la fase di stacco delle dita durante il passo.
Patologie diverse che interessano questa zona del piede possono essere la fascite plantare, molto più frequente, e la tendinite del flessore lungo dell’alluce verso le quali occorre fare ovviamente una diagnosi differenziale.
La triade Ledderhose Dupuytren La Peyronie e Onde d’Urto
La fibromatosi plantare colpisce più gli uomini con un rapporto di due ad uno.
Il Ledderhose può associarsi in entrambi i generi alla malattia di Dupuytren ( UPDATE del dicembre 2023 ) che colpisce il palmo della mano portando lentamente alla flessione irreversibile di uno o più dita, da un lato o entrambi.
Nell’uomo può associarsi anche alla malattia di La Peyronie o Induratio Penis Plastica che colpisce i corpi cavernosi del pene comportando una loro retrazione fibrosa e formazione di placche con deviazione dello stesso e difficoltà e dolore nei rapporti sessuali.
Si tratterebbe di quadro sistemico di diatesi fibromatosa ( particolare predisposizione alla formazione di tessuto fibroso eccessivo ).
Tutte queste malattie hanno in comune una trasformazione patologica del tessuto connettivo in senso fibroso e non a caso tutte traggono generalmente beneficio dalla cura con Onde d’Urto focali ( ESWT ) , anche se in modo leggermente diverso.
Questa triade clinica suggerisce una predisposizione genetica sottostante, non ancora identificata, al disordine del metabolismo del collagene.
Conferma dell’efficacia delle Onde d’Urto Focali nella malattia di Ledderhose
Per quanto riguarda la malattia di Ledderhose già da anni ci sono in letteratura studi scientifici che dimostrano la efficacia di questa terapia sia nel breve che nel lungo periodo.
Ne mostriamo due tra i più rilevanti il primo del 2012 :

ed il secondo del 2020:

La nostra esperienza con le Onde d’Urto Focali ( ESWT )
Anche la nostra esperienza in questo campo è molto positiva e conferma quanto riconosciuto anche dalla SITOD , Società Italiana di terapia con Onde d’Urto, l’efficacia della terapia con Onde d’urto focali ad alta energia.
La precisazione ” ad alta energia” esclude di fatto altre applicazioni di onde d’urto in uso clinico come quelle radiali o balistiche.
Il meccanismo attraverso il quale le onde d’urto agiscono sulla fibromatosi è noto come meccanotrasduzione: lo stimolo fisico viene convertito in segnali biochimici cellulari.
Le onde d’urto stimolano la produzione di ossido nitrico (NO), che ha effetti vasodilatatori e neoangiogenetici, migliorando il microcircolo locale.
Inoltre l’applicazione di ESWT focale modula la via di segnalazione del TGF-beta (Transforming Growth Factor beta), riducendo la proliferazione dei fibroblasti e favorendo la lisi del tessuto fibrotico disorganizzato.
Le Onde d’Urto in alternativa alla chirurgia
Riportiamo un caso per tutti, arrivato a noi durante l’emergenza del Covid-19.
Per l’impossibilità di eseguire l’intervento chirurgico ( fasciectomia totale o parziale ) in tempi rapidi a causa dell’epidemia, la persona fu indirizzata a noi per controllare almeno il dolore che aumentava progressivamente.
Abbiamo eseguito una prima seduta ambulatoriale, senza anestesia e con un dolore davvero sopportabile e guardate in pochi giorni come si è trasformata la lesione.


Scomparso da subito il dolore.
Il lavoro non era finito, ma con altre poche sedute il problema fu risolto e scongiurato l’intervento.
Il trattamento consiste in poche sedute ambulatoriali con frequenza settimanale, indolori, sicure e ripetibili a distanza in caso di necessità.
Contattateci per ogni dubbio o consiglio al 339 3022983 * o studio.soncini@libero.it , noi ci siamo, per voi.
Operiamo su Firenze.
( * ) numero di cellulare iscritto al Registro delle Opposizioni – Decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 2022, n. 26
